Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

OTTIMO SITO EVANGELICO

Pubblicità

Cosa significa seguire Gesù ? 4

A partire da questa luce il desiderio-sete-cupidigia svanisce: sete di che cosa? Di un mondo che passa? Spariscono tutte le durezze del cuore: come infatti si può odiare chi è luce come noi siamo? I grovigli dei desideri e delle avversioni con i quali ci identifichiamo e che ci soffocano inevitabilmente si sciolgono come il ghiaccio al sole

Mat 5,8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati i puri di cuore, beato cioè chi ha lo sguardo limpido, chi si rende conto, chi diventa cosciente del mondo,della vita, di se stesso. Beato chi non si lascia irretire. Sì se Dio ci darà la Grazia di aprire gli occhi, di vedere il mondo e noi stessi in modo obbiettivo e vero, se Dio ci farà il dono di identificarci con quella luce in cui Egli esiste e noi da Lui esistiamo, allora si spezzerà il cuore di pietra, si scioglieranno i pesi della vita, potremo salire gioiosamente il monte delle beatitudini.

Noi ci dibattiamo su questioni di poco conto nei nostri esami di coscienza, nelle nostre confessioni quando valutiamo noi stessi in base a virtù acquisite, al compimento più o meno perfetto dei nostri doveri, all'adempimento più o meno coerente delle nostre pratiche religiose. Un uomo è un uomo reale
se almeno in qualche istante della sua vita
si è posto di fronte all'Assoluto, si è sentito effimero, passeggero e pur predestinato all'eternità.

Un uomo è tutta apparenza, inconsistenza, polvere, se vive e si trova bene nel circolo della contingenza: e che sia un uomo buono e onesto non cambia nulla; chi non emerge, chi non esce dal tempo, non è.
Si è, se ci si pone di fronte all'Assoluto che ci interpella, diversamente siamo come quei funghi prataioli, gonfi, appariscenti, allettanti, bianchi come palle, ma quando li prendi in mano e ne saggi la consistenza scoppiano e si dissolvono in una nuvola di polvere. Non erano, ma sembravano essere e così è la tua vita, per quanto tu buono sia, come un inutile fungo prataiolo, se mai hai sentito il richiamo dell'Assoluto, se mai ti sei posto di fronte a Lui, se mai Lo hai sentito come il tuo destino. Chi non sente in sé il richiamo dell'eternità e si cura del proprio campo, dei propri affari, della sua famiglia, dei suoi figli, come gli invitati del vangelo, non è ma appare, non realizza, in suo destino di creatura chiamata all'esistenza. Perché questo è il nocciolo della questione: o noi esistiamo di fronte a Dio o non esistiamo per niente,
o noi sentiamo che Dio ci interpella e ci vuole per sé
in opposizione con tutto il resto
oppure ci dissolviamo fra il mare degli oggetti della creazione.
Qui siamo alle origini del vangelo, qui ognuno di noi è chiamato a nascere per la prima volta.

Giov 3,5 «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

L'esistenza biologica che ognuno di noi ha preso dai genitori non è la vera né la definitiva esistenza. In genere uno crede di vivere perché si sente scorrere il sangue nelle vene, perché respira, si muove. Ma in definitiva che cosa noi chiamiamo vita? I ritmi biologici e sociali dell'esistenza.
In realtà uno nasce, cioè incomincia ad essere, quando capisce che questa vita non è la vita, quando sente il richiamo dell'Assoluto, quando trascende il tempo e le sue esigenze, quando aspira ad essere eterno: eterna conoscenza, eterno amore, eterna comunione.Se non si arriva a questo momento
non possiamo dire neppure di essere nati: non siamo e basta.
Quando si chiede che cosa bisogna fare in definitiva per essere cristiani, la risposta, in coerenza con le nostre meditazioni, è questa: nasci una buona volta, incomincia ad essere,
basta con l'apparire, apriti all'Assoluto, esisti.
Discorso difficile da comprendere, che nel migliore dei casi suscita sentimenti di bonaria incredulità. Però questo è il discorso di Gesù. Gesù nel più semplice dei modi ha fatto il più difficile dei discorsi dicendo:
il Regno di Dio è l'Assoluto,
il resto: padre, madre, moglie, figli, fratelli, sorelle, campi, mestiere, potere, gloria, professione, è tutto relativo, contingenza, apparenza.
Se scegli l'Assoluto, esisti;
se scegli il relativo, con il relativo finirai.
  ( * )

( * ) testi liberamente tratti da : Padre Livio Fanzaga, II Cammino di Conversione ,Milano 1996.)

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post