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Illuminato dalla Parola La Parola di Dio parla chiaro a questo proposito: “Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia,

Illuminato dalla Parola

 

La Parola di Dio parla chiaro a questo proposito:

 

“Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!” (Sl 32:9).

 

Signore, ma questo Salmo lo hai scritto per me!

• Non so apprezzare il bene, se non conosco il male.

• Non so apprezzare  il pulito, se non conosco lo sporco.

• Non so apprezzare il cibo, se non conosco la fame.

• Non so apprezzare il calore di un focolare, se non conosco il freddo.

• Non so apprezzare la pace, se non conosco la guerra.

• Non so apprezzare la ricchezza, se non conosco la povertà (infatti, spesso i figli dei ricchi crescono viziati.)

• Non so apprezzare l’amore, se non conosco l’indifferenza.

 

Devo ammettere di essere come un animale senza intelletto che ha bisogno di morso e briglia per avvicinarmi a Dio!

Dio “permette il male” affinché possiamo apprezzare il bene che lui ci fa.

Naturalmente non era così all’inizio!

Nel giardino di Eden tutto era buono, ma Dio permise ad Adamo di essere tentato perché Dio cerca un amore che provenga da un cuore sincero, non da costrizione, così la caduta di Adamo ha provocato la rovina di tutta la creazione (Ro 8:22).

Inoltre il Signore non permette il male perché provi piacere nel farlo (la tipica argomentazione del non credente è: “Se ci fosse un Dio buono, non ci sarebbe il male!”) ma la Bibbia afferma esattamente il contrario.

“Poiché non è volentieri che egli umilia e affligge i figli dell'uomo” (La 3:33).

 

E allora dobbiamo concludere che, se non è volentieri, allora è necessario!

Dio usa questa vita infelice (che è fra l’altro conseguente alla nostra condizione di peccatori)  per portarci a lui; noi non saremo mai felici in questa vita perché siamo progettati, nel piano divino di salvezza in Cristo, per essere felici nella vita eterna, futura!

Tuttavia Dio ci concede momenti per provare già ora questa felicità: amore tra moglie e marito, amore verso i figli (che nessuno comprende a pieno fino a che non diventa genitore) per farci capire come lui ci ama!

Se mio figlio sbaglia, si ribella e mi delude, lo amo lo stesso: è pur sempre mio figlio!

Così Dio fa con l’uomo, una volta che si diventati figli si rimane tali, egli non ti ripudierà mai!

Questa è la risposta che dobbiamo dare a chi  ci fa questa domanda.

• Ameresti Dio se avessi tutto?

• Ameresti la luce se non conoscessi il buio?

 

Il male è necessario affinché noi acquistiamo intelligenza.

Attenzione: affermare che “il male è necessario” può apparire come un modo di parlare duro!

Non potremo dirlo se prima non l’abbiamo metabolizzato a fondo noi stessi, e se non l’abbiamo “discusso” e condiviso con Dio.

 

Il Signore non è un  sadico che gode nel tormentare i figli degli uomini, ma un Dio amorevole che usa la correzione come un padre corregge il figlio che gradisce!

Il Signore ci mette davanti la benedizione e la maledizione; ci fa conoscere la sua volontà per mezzo della Bibbia e, se noi ci discostiamo da essa, a malincuore è costretto a correggerci con afflizioni.

 

“Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, onde tu viva, tu e la tua discendenza, amando il SIGNORE, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui, poiché egli è la tua vita e colui che prolunga i tuoi giorni. Così tu potrai abitare sul suolo che il SIGNORE giurò di dare ai tuoi padri Abrahamo, Isacco e Giacobbe” (De 30:19-20)

Dio usa con Israele e con tutti noi lo stesso metodo che usò con Adamo, lasciandoci liberi di scegliere tra l’ubbidienza e la conseguente benedizione, e la disubbidienza con la conseguente maledizione.

 

Così, su quel treno in ritorno dalla Polonia ho potuto condividere queste mie convinzioni con alcuni studenti, e quanto meno ho potuto constatare che mi sono stati ad ascoltare con attenzione.

Infatti, dopo l’orrore di Auschwitz stai volentieri ad ascoltare chi ti propone delle risposte alle domande che il viaggio ha suscitato.

 

Solo Dio sa quali frutti possano portare queste parole in quei giovani cuori, e chissà a distanza di quanto tempo… ma noi dobbiamo avere la convinzione che non saranno le nostre convincenti argomentazioni a convincere e convertire le persone, ma solo la potenza dell’Evangelo.

“Affinché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio” (1Co 2:5).


Dati Articolo
  • pubblicato nel numero di 
    Marzo 2013
  • categoria 
    Osservatorio
 
 
Dati Autore
Assemblea di Modena, via Di Vittorio
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