Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

OTTIMO SITO EVANGELICO

Pubblicità

La fornicazione omosessualeparte II


Stampa E-mail


La grande maggioranza di chiese evangeliche condanna la fornicazione tra maschi e tra femmine. Alcuni teologi e pastori delle chiese storiche, però, fanno passare per giusto ciò che agli occhi di Dio è un'infamia, proclamano verità quello che è un’abominazione. Essi ci accusano di insensibilità perché non vogliamo accettare come fratelli e sorelle in Cristo coloro che praticano questo infame peccato. Ribattono che, se li consideriamo nel peccato, lo siamo anche noi che ci riteniamo salvati. Certo, è vero, siamo tutti peccatori, nessuno è senza peccato, ma ci sono peccatori pentiti che si sono ravveduti, invocando il perdono del Signore, abbandonando il proprio stile di vita peccaminoso e cercando la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore (Ebrei, 12:14), e peccatori che continuano orgogliosamente a perseverare nel proprio peccato. I nostri peccati sono stati crocifissi con Cristo e con lui sepolti nel nostro battesimo. Così, se ci succede di peccare, non tolleriamo il peccato, ma invochiamo il sangue di Cristo per esserne purificati.

Come ci furono nel passato, scrive l’apostolo Pietro, "ci saranno anche tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione... Molti li seguiranno nella loro dissolutezza; e a causa loro la via della verità sarà diffamata" (2 Pietro, 2:1-2). Il danno provocato da questi "falsi dottori" è grave, ma il Signore ha riservato loro "la punizione nel giorno del giudizio; soprattutto quelli che vanno dietro alla carne nei suoi desideri impuri".

"Audaci, arroganti, non hanno orrore di dir male delle dignità"..., (2 Pietro, 2: 9-10) "come bestie prive di ragione, destinate per natura a essere catturate e distrutte, dicono male di ciò che ignorano... Hanno occhi pieni d'adulterio e non possono smetter di peccare; ...sono figli di maledizione!" (2 Pietro, 2: 12,14).

«Costoro sono fonti senz'acqua e nuvole sospinte dal vento; a loro è riservata la caligine delle tenebre. Con discorsi pomposi e vuoti adescano, mediante i desideri della carne e le dissolutezze, quelli che si erano appena allontanati da coloro che vivono nell'errore; promettono loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione, perché uno è schiavo di ciò che lo ha vinto.

Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lasciano di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento che era stato dato loro. È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: "Il cane è tornato al suo vomito", e: "La scrofa lavata è tornata a rotolarsi nel fango"» (2 Pietro,
2:17-22).

I cristiani nati di nuovo non vivono più per se stessi, ma la nuova vita che Gesù ha dato loro e che durerà per tutta l’eternità. Quelli che si convertono e accettano Gesù nel cuore non praticano più alcun peccato, anzi ne hanno orrore. Certo, può succedere che il credente commetta degli errori, ma una cosa è praticare il peccato volontariamente e altra caderci involontariamente. Chi vive volontariamente nel peccato, giustifica la propria condizione e continua a commettere il peccato. Invece colui che si è convertito a Cristo, se gli accade per qualche disgraziato motivo di commettere un peccato, quando se ne accorge è come se un coltello gli trapassasse il cuore e immediatamente si pente invocando il perdono divino. Questo perché il peccato non dimora più nel suo cuore, dove regna il Signore Gesù. Satana è il tentatore e va sempre attorno cercando di indurci in tentazione e talvolta, a causa della nostra carnalità, della nostra superficialità, della nostra debolezza spirituale, ci riesce, ma peccare non è più un desiderio di chi ama Gesù. Mentre la condotta dei fornicatori che peccano coscientemente non è giustificabile agli occhi di Dio.

Sono consapevole del fatto che si ritiene che molti omosessuali possano essere diventati tali per cause che, per quanto non ancora individuate con chiarezza, hanno le loro radici in esperienze negative vissute durante l’infanzia, come per esempio violenze subite e deleterie condotte educative. Ma il cristiano non può, contro l'evidenza della parola di Dio, non riconoscere il peccato dove si è prodotta una corruzione della condotta. In teoria si potrebbero sempre individuare, all'origine di ogni comportamento illecito, degli eventi che lo hanno favorito. Questo vale, ad esempio, anche per la dipendenza dalle droghe, la dipendenza dall’alcol, e così via. Gesù Cristo, però, è potente da liberare da ogni dipendenza e da ogni legame spirituale. Infatti abbiamo numerose testimonianze di cristiani che, con la conversione al Signore Gesù, sono usciti da qualche terribile condizione, come la tossicodipendenza, l'alcolismo e anche l'omosessualità, e, grazie all’opera dello Spirito Santo, sono diventati nuove creature.

La fornicazione è peccato! L’unica relazione sessuale lecita è quella tra l’uomo e la donna nell’ambito del matrimonio, ogni altra relazione sessuale è fornicazione e peccato. Se, come alcuni affermano, la loro è una condizione naturale e sono così dalla nascita, per non fornicare, possono praticare l’astinenza (come ci viene chiesto di fare per ogni specie di fornicazione), ovvero fare quello che dice Gesù: "Vi sono degli eunuchi, i quali si sono fatti eunuchi da sé a motivo del regno dei cieli. Chi può capire, capisca" (Matteo, 19:12). Nessuno può seguire contemporaneamente la carne e lo Spirito. "Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste" (Galati, 5:17).

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post