OTTIMO SITO EVANGELICO
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«Costoro sono fonti senz'acqua e nuvole sospinte dal vento; a loro è riservata la caligine delle tenebre. Con discorsi pomposi e vuoti adescano, mediante i desideri della carne e le
dissolutezze, quelli che si erano appena allontanati da coloro che vivono nell'errore; promettono loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione, perché uno è schiavo di ciò
che lo ha vinto.
Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lasciano di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima
diventa peggiore della prima. Perché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento che era stato
dato loro. È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: "Il cane è tornato al suo vomito", e: "La scrofa lavata è tornata a rotolarsi nel fango"» (2 Pietro, 2:17-22).
I cristiani nati di nuovo non vivono più per se stessi, ma la nuova vita che Gesù ha dato loro e che durerà per tutta l’eternità. Quelli che si convertono e accettano Gesù nel cuore non
praticano più alcun peccato, anzi ne hanno orrore. Certo, può succedere che il credente commetta degli errori, ma una cosa è praticare il peccato volontariamente e altra caderci
involontariamente. Chi vive volontariamente nel peccato, giustifica la propria condizione e continua a commettere il peccato. Invece colui che si è convertito a Cristo, se gli accade per qualche
disgraziato motivo di commettere un peccato, quando se ne accorge è come se un coltello gli trapassasse il cuore e immediatamente si pente invocando il perdono divino. Questo perché il peccato
non dimora più nel suo cuore, dove regna il Signore Gesù. Satana è il tentatore e va sempre attorno cercando di indurci in tentazione e talvolta, a causa della nostra carnalità, della nostra
superficialità, della nostra debolezza spirituale, ci riesce, ma peccare non è più un desiderio di chi ama Gesù. Mentre la condotta dei fornicatori che peccano coscientemente non è giustificabile
agli occhi di Dio.
Sono consapevole del fatto che si ritiene che molti omosessuali possano essere diventati tali per cause che, per quanto non ancora individuate con chiarezza, hanno le loro radici in esperienze
negative vissute durante l’infanzia, come per esempio violenze subite e deleterie condotte educative. Ma il cristiano non può, contro l'evidenza della parola di Dio, non riconoscere il peccato
dove si è prodotta una corruzione della condotta. In teoria si potrebbero sempre individuare, all'origine di ogni comportamento illecito, degli eventi che lo hanno favorito. Questo vale, ad
esempio, anche per la dipendenza dalle droghe, la dipendenza dall’alcol, e così via. Gesù Cristo, però, è potente da liberare da ogni dipendenza e da ogni legame spirituale. Infatti abbiamo
numerose testimonianze di cristiani che, con la conversione al Signore Gesù, sono usciti da qualche terribile condizione, come la tossicodipendenza, l'alcolismo e anche l'omosessualità, e, grazie
all’opera dello Spirito Santo, sono diventati nuove creature.
La fornicazione è peccato! L’unica relazione sessuale lecita è quella tra l’uomo e la donna nell’ambito del matrimonio, ogni altra relazione sessuale è fornicazione e peccato. Se, come alcuni
affermano, la loro è una condizione naturale e sono così dalla nascita, per non fornicare, possono praticare l’astinenza (come ci viene chiesto di fare per ogni specie di fornicazione), ovvero
fare quello che dice Gesù: "Vi sono degli eunuchi, i quali si sono fatti eunuchi da sé a motivo del regno dei cieli. Chi può capire, capisca" (Matteo, 19:12). Nessuno può
seguire contemporaneamente la carne e lo Spirito. "Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che
non potete fare quello che vorreste" (Galati, 5:17).