OTTIMO SITO EVANGELICO
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3:21, i parenti di Gesù (Maria, i fratelli – Giacomo, Giose, Giuda e Simone: cfr. Mc 6:3 – e le innominate sorelle) sembrerebbero con- trari al suo ministero. Aderiranno più tardi alla causa di Gesù.
All’indomani della risurrezione di Cristo, Maria viene citata esplicitamente una sola volta, in At 1:14, insieme con gli Apostoli, prima della Pentecoste: «Perseveravano concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù e con i fratelli di lui». Se si eccettua Gal 4:4, di lei non si parla più nella Bibbia. Della sua morte non sappiamo né il luogo né il tempo. Oltre ai versi menzio- nati, nei quali Maria ricorre in modo chiaro, si è erroneamente pensato a lei in riferimento a Gn 3:15 e Ap 12:1ss, correttamente
invece per quanto concerne la maternità verginale di Is 7:14, bra- no ripreso dal N.T. (cfr. Mt 1:22-23). Di Maria s’impossesserà pre- sto la tradizione leggendaria che fa capo ai libri apocrifi.
3. LO SVILUPPO DELLA VENERAZIONE MARIANA
È unanimemente ammesso che la figura di Maria nei tempi a- postolici, presentata in termini sobri e senza alcun’esaltazione, è del tutto priva di importanza ai fini della salvezza (la stessa Maria sarebbe tristemente sorpresa, oggi, se vedesse non solo la devozio- ne a lei dedicata dalle masse cattoliche, ma anche e soprattutto le degenerazioni cui essa è giunta). Solo più tardi, nei primi secoli del cristianesimo, si ha la nascita e lo sviluppo del culto mariano, denominato iperdulìaal fine di differenziarlo dalla dulìa destina- ta ai santi e dalla latrìariservata a Dio.
La mariologia s’è costituita nel corso dei secoli. Dopo aver esa- minato i dati dell’A.T. e del N.T. relativi a Maria, si è provveduto a riflettere su di essi lentamente ma progressivamente. Dopo la ri- flessione teologica si è passati alla definizione dogmatica dei conci- li e delle bolle papali. In base a tale riflessione teologica Maria è diventata:
– Madre di Dio.
Nei concili di Efeso (431), Calcedonia (451) e Costantinopoli II (553), Maria fu definita “Madre di Dio” (in greco: theotòkos, termi- ne che non ricorre nel N.T.; in latino si ha la parola deìpara). «Se invero una creatura umana viene definita “Madre di Dio”, chi mai non si rivolgerà naturalmente la domanda: Ma com’è concepibile